mercoledì 30 luglio 2014

WHO RULES THE NIGHT? VIAGGIO NELLA GOTHAM DI KNIGHTFALL


Tutti conoscono Gotham City. La città su cui vigila Batman, luomo pipistrello creato da Bob Kane e Bill Finger (la prima apparizione fu nel maggio del 39), riflette da sempre lanimo del protagonista, immerso in una notte che sembra non avere fine. Perché Gotham City possiede unanima, ecco tutto. Un particolare che fa di una storia un capolavoro è proprio questo: uno sfondo oserei dire dinamico. Batman è leroe che sin da piccolo mi ha regalato le emozioni più belle, perché non è mai stato dipinto, nemmeno agli albori, come il classico supereroe senza macchia e senza paura. Particolarità che possiede anche la cittadina su cui vigila il Pipistrello, che ci appare vivibile vista con gli occhi dei cittadini, mentre risulta irrimediabilmente macchiata sotto il cappuccio con le orecchie.
 
Scendiamo nel particolare: la saga di Knightfall prende il via a Peña Duro, luogo di detenzione di massima sicurezza in cui nasce Bane, supercriminale passato alla ribalta grazie alla recente pellicola di Christopher Nolan: The Dark Knight Rises. Il vero nome è sconosciuto a tutti, non interessa neanche noi. Bane diventa di nostro interesse nel momento in cui pone la conquista di Gotham come obiettivo principale della sua carriera criminale. Già, perché nel momento stesso in cui Bane mette piede in città, questa si tinge subito delle tinte più nere che possiate immaginare. Il chiaroscuro di Bruce Wayne lascia lentamente il posto alla più nera oscurità di Bane, in una Gotham che sprofonda ogni giorno nel terrore più assoluto. Persino le famiglie mafiose più potenti si devono arrendere a questa notte che cala inesorabile, in attesa di un barlume di luce e speranza. Luce che non tarda a ridursi a un lumicino, quando Bane, ormai punta di diamante del crimine di Gotham, detronizza Batman rompendogli la schiena (lurlo: I will simply BREAK YOU! riecheggia ancora nelle orecchie degli appassionati) e conquistando, di fatto, la città.
 
Qui tocchiamo il punto più alto del nostro tour: perché mai, nemmeno con i supercriminali più atroci come Joker o Maschera Nera, si era scesi così in basso. Gotham comincia solo ora ad essere il teatro perfetto per la performance di Bane, che si trova perfettamente a suo agio nel ruolo di primo attore. La sua è una devastazione morale oltreché fisica, perché riscrive le regole di sottomissione del modello che Batman aveva rappresentato fino a quel momento. Gotham è sempre stata lamata patria su cui vigila il Pipistrello, in cui dormire sonni tranquilli. Con larrivo di Bane, la città diventa puro terrore psicologico, un luogo che ogni secondo potrebbe gettarti in pasto a colui che ne reclama il potere. Il grido di Bane: I am Bane. This city is mine!, dopo aver distrutto Batman, fa tremare Gotham dalle fondamenta, ridisegnandola come suo territorio di caccia, assolutamente personale: non la chiameremo casa, perché Bane non ha interesse a trovare un luogo da chiamare casa. Di più, la città non è nemmeno un trofeo: Batman la protegge, la cova come fosse una chioccia, senza mai esitare una sola volta ad anteporre il bene di Gotham alla sua sopravvivenza. E Bane conduce il suo gioco di conquista spingendo forte su questo fattore: vuole strappare le radici del Pipistrello, prima di far calare la notte definitiva. Il contrasto luce/ombra che possiamo notare nelle tavole si protrae per lintera storia, alternando scene adrenaliniche nella notte oscura di Gotham e momenti in cui ci viene lasciato un attimo di respiro, sotto le luci al neon delle insegne pubblicitarie o davanti al crepitio del fuoco, momentaneo e falso porto sicuro.
Trema Gotham, trema anche dopo il ritorno di Batman (sotto il costume non ci sarà Bruce Wayne, ancora devastato dalla sonora lezione impartitagli da Bane, ma scopriremo Jean Paul Valley, il biondo erede designato), un Batman nellanimo del quale si è eclissata definitivamente la luce della speranza: per riprendersi Gotham, per ridare Gotham ai suoi cittadini, è necessaria la brutalità più ferina. E la città accoglie nelle tenebre più totali il ritorno del nostro eroe, preparandosi per la resa dei conti.
Il dominio di Bane non è caotico: le scosse di assestamento sono finite, e il nuovo padrone ha intenzione di dominare ogni centimetro quadrato. Arriva addirittura a sentire ogni anima che si aggira per le strade, come se Gotham fosse la sua seconda pelle. Non tarderà a scottarsi, pur nelle tenebre più oscure, al contatto col fuoco della vendetta.
 
Lo scontro finale è giustamente epico. La resa dei conti per la rinascita della città è un concentrato di cattiveria e violenza, da ambo i lati: Gotham sembra imparziale. Le sequenze decisive ci mostrano la città illuminata unicamente dalle esplosioni innescate dal combattimento, che non si chiuderà al sorgere del sole, con il classico happy ending. Bane è un osso duro, divorato dal Venom (la droga di cui è assuefatto, che gli dona una forza sovrumana), che lotta per la supremazia come unico stile di vita, sempre più assetato di vittoria e dominio morale. Gotham si prepara ad un nuovo terremoto, lennesimo: le consacrazione definitiva del più grande teatro criminale, o il ritorno della notte più bella, quella del pipistrello. 
 
Passata la tempesta, può tornare il sereno? Non scherziamo: al biondo pipistrello il nuovo costume piace assai; egli si nutre del terrore dei criminali, instillato con sapiente pazienza, proprio come Bane si nutriva, fino a poco prima, del terrore di unintera città, di comuni cittadini. E Gotham fatica ad accettare questo nuovo regno, in costante bilico fra carezze e schiaffi,  senza che Batman sia più il porto sicuro in cui riparare. Ma cosa accadrà quando Bruce Wayne, il legittimo tutore della notte di Gotham, tornerà per riprendere il suo posto? Sarà rissa, senza fronzoli: i fantasmi di Jean Paul Valley, la tenacia Bruce Wayne, one on one. Ma se da una parte abbiamo il taumaturgo di Gotham, lunico che con il suo tocco può rendere abitabile loscurità (e il sorriso carico di riconoscenza degli abitanti della City, ogni qualvolta vedano il pipistrello ne è la palese testimonianza), dallaltra abbiamo lirruenza spropositata della bionda gioventù: limmagine che Valley dà di se stesso è quella di un giocatore dazzardo in una notturna bisca che, pur di non dividere la posta con laccondiscendente avversario, tiri il dado dieci, cento e mille volte; ottenendo sempre lo stesso numero. Potrebbe tirare in eterno, fino a spolpare del tutto la carcassa della fortuna che già gli avevo regalato la possibilità di essere lEroe ad interim. Jean Paul Valley vuole tutto: vuole il costume, vuole lidentità, vuole la città. Volere che odora di perdizione. Ma la città, la città pulsa; la città ama Bruce Wayne, ed ha già scelto. In fondo, se dovessimo pesare differenze e somiglianze fra il biondo e precario Batman e Bane, la bilancia penderebbe di netto verso le seconde.
 
Gotham è viva, e lotta segretamente per tornare a lanciarsi fra le braccia di Batman, quello vero, lunico dominatore della notte. E noi insieme a lui.

 
Mattia Orizio

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